Scuola multiculturale: accoglienza e integrazione

Scuola multiculturale: accoglienza e integrazione

“La scuola è lo specchio della società, è la prima palestra dell’integrazione”.

La scuola italiana è stata ed è profondamente coinvolta nel processo storico che negli ultimi anni ha portato decine di migliaia di immigrati da tutti i paesi del mondo a trasferirsi in Italia, in cerca di un lavoro o di una vita migliore.

Ormai la presenza di stranieri nelle scuole non è solo un fenomeno delle grandi città, ma coinvolge anche i piccoli centri, soprattutto nelle zone in crescita economica, dove i lavoratori immigrati hanno più occasione di trovare occupazione e alloggio.

Così, sempre più classi si trovano ad accogliere alunni stranieri, magari di nazionalità, culture e lingue molto diverse.

Le istituzioni scolastiche hanno mostrato di essere sensibili a questo fenomeno, e molte sono le circolari ministeriali espresse in questi anni. Alcune propongono la scuola come mediatrice di culture diverse, altre stabiliscono il diritto-dovere dei bambini immigrati di frequentare la scuola e prevedono specifici dispositivi di accoglienza. I minori stranieri presenti sul territorio italiano, infatti, hanno il diritto e il dovere all’istruzione, e le scuole pubbliche sono tenute ad accoglierli.

L’incontro della scuola con i ragazzi e le loro famiglie non è stato semplice e continua a non esserlo, ma ha avuto il grande merito di costringere a riflettere su cosa sia una società multiculturale e su quali compiti un’istituzione come la scuola deve assumersi per attrezzare i giovani a vivere in questa nuova realtà.

Si scopre così la necessità di un’educazione interculturale, cioè di una riflessione che permetta da una parte di conoscere le culture diverse, e dall’altra di capire meglio i valori e gli aspetti salienti della nostra.

“Ѐ necessario proporre percorsi di educazione interculturale non solo quando ci sono stranieri in classe”. La diversità culturale, infatti, non è una novità dovuta all’arrivo degli immigrati, ma una caratteristica generale della società. Riconoscere i tipi di diversità presenti in classe, riflettere sul fatto che ciascuno di noi è simile per alcuni aspetti e contemporaneamente diverso per altri nei confronti delle persone che ha intorno, confrontarsi con queste diversità è fondamentale per la strutturazione dell’identità individuale e per la vitalità personale e di gruppo.

L’educazione interculturale non è un contenuto disciplinare fornito dall’insegnante esperto a studenti digiuni sull’argomento. Al contrario, anche l’insegnante è coinvolto nel lavoro, perché anche lui non è estraneo alle dinamiche suscitate dall’incontro con la diversità, anche se magari ha più strumenti per affrontarle.

I percorsi di educazione interculturale che si possono realizzare sono molti, come dimostra la vasta sperimentazione attuata da centinaia di insegnanti in tutta Italia:

  1. La riflessione sull’identità
  2. Incontro con il diverso: accorgersi delle differenze, riconoscere le somiglianze
  3. Etnocentrismi, stereotipi, pregiudizi. La costruzione del giudizio sugli altri
  4. Modelli di società multiculturali nella storia e nel mondo attuale

Soltanto se la scuola sarà aiutata ad affrontare questa situazione, potrà raccogliere una sfida così complessa.